Una festa della mamma con lo sguardo sul mondo!

Quest'anno per la festa della mamma fai un regalo che arriva lontano!

Nelle nostre "vetrine" internazionali puoi scegliere tra stoffe per confezionare mascherine, gel disinfettante per "difendere" i bambini dal virus, farmaci per curarli e curarsi, e cibo per "resistere" in questo periodo difficile.

Con la tua donazione potrai ricevere via email una cartolina personalizzata con il nome della tua mamma per farle i tuoi migliori auguri, condividendo con lei questo gesto che può davvero fare la differenza!

Per riceverla manda una email al nostro indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. insieme ai tuoi dati (nome, cognome, indirizzo e codice fiscale) così da poterti inviare anche la ricevuta della tua donazione!

 

Pastel Blue Photo Grid Spring Break Sale Facebook Post

 

                                Fondazione Pro.Sa Onlus

                     IBAN  IT 68 J 02008 01600 000102346939

                Causale: “Emergenza Covid - 19 nel Mondo”

1 voto, 200.000 aiuti concreti Unicredit 2019: GRAZIE!

Ieri si è conclusa l'iniziativa Unicredit IlMioDono "1 voto, 200.000 aiuti concreti" 2019.

Ringraziamo Unicredit per  l'opportunità e tutti coloro che, con un semplice click, hanno donato un aiuto concreto alle donne di Stop the Violence, in Zambia!

Vi terremo aggiornati sui risultati dell'iniziativa e di quanto siamo riusciti a fare per loro!!

 

Copy of Sostieni

Haiti, 10 anni dopo il terribile terremoto

Maddalena, coordinatrice dell'associazione AKSYON GASMI, che opera nel nord di Haiti con le persone disabili, e tra i centri di sviluppo del progetto "Accogliere per reinserire: Programma di rafforzamento di accoglienza e integrazione familiare e sociale dei minori ad Haiti", finanziato dall'Agenzia Italiana per la Cooperazione e lo Sviluppo, ricorda gli avvenimenti di 10 anni fa e racconta la vita di Haiti oggi.

“Il 12 gennaio 2010 ero a Foyer Bethléem, casa di accoglienza per bambini a Port-au-Prince. Io – spiega Maddalena - ero già in missione nel nord-ovest ad occuparmi di bambini disabili ma ero scesa nella capitale, come faccio mensilmente, per riuscire a dare assistenza ai bimbi più gravi grazie ai padri Camilliani o altre istanze di bene soprattutto quelle della Chiesa cattolica. Il terremoto è stato un evento terrificante, non c’è stata una famiglia di Haiti che non abbia perso una persona cara nel sisma. Più di 300mila morti, c’è una fossa comune fuori dalla città dove sono custoditi i resti di più di 100mila persone. Questo evento ha marcato la vita del Paese, è diventato uno spartiacque nella storia recente di Haiti”.

“Mancavano 8 minuti alle 5 del pomeriggio, io avevo un orologio davanti – racconta Maddalena ricordando quei momenti - e si è fermato proprio in quell’istante, stavo dando da mangiare ai due bimbi più piccoli che erano seduti davanti a me in carrozzina. All’epoca nella struttura c’erano una quarantina di bambini, quasi tutti con gravi handicap, in quel momento è successa una catastrofe. La prima cosa che abbiamo sentito è stata un tuono, un rumore forte che avanzava, una scossa violentissima seguita da un’altra. Tutto ciò che era in piedi è crollato, io sono riuscita a proteggere i bambini con il mio corpo. Fortunatamente sono rimasti illesi nonostante il terremoto abbia scaraventato via i letti di ferro. Nei giorni successivi, le sofferenze sono state terribili. Lì al Foyer sono giunti molti feriti; abbiamo vissuto momenti che non si possono raccontare accanto a momenti di grandissima umanità”.

“I bambini, ad esempio, quelli che avevano forza – racconta commossa la missionaria - mi hanno aiutata a tirare fuori dalla struttura i bimbi con handicap. C’era un panico terribile, per più di un mese a Port-au-Prince nessuno è entrato negli edifici perché era grande il timore dei crolli. Questi bimbi hanno aiutato a tirare fuori i fratellini e le sorelline che hanno poi vissuto, nelle settimane successive, accampati all’esterno. Non andavano a dormire se io non ero presente con loro, ed è una cosa che ricorderò tutta la vita. Erano coscienti del fatto che erano vivi, che era stato un evento grave, che avevano bisogno di qualcuno e che io avevo bisogno di loro. Ci aspettavamo a vicenda per concludere al meglio la giornata”.

"A dieci anni dal terremoto, si è parlato molto di ricostruzione ma in termini “occidentali”, che – spiega Maddalena Boschetti – è stato l’errore più grande. Le forze internazionali hanno agito come da prassi, collaborando con strutture locali esistenti, che però qui non ci sono, esistono solo di nome per cui questo tipo di soluzione era assolutamente fantasiosa. Io ho l’onore e la fierezza di dire che tutto ciò che è stata opera di ricostruzione è legato alla Chiesa, ai missionari che radicati nel posto da anni, hanno saputo leggere i bisogni e concretizzare opere di bene, attraverso gli aiuti che sono arrivati. Tutti i missionari hanno fatto grandi cose. I Camilliani hanno un nuovo ospedale, hanno ampliato gli spazi per i disabili, i padri Scalabriniani che hanno costruito una serie di villaggi per la gente che aveva perso la casa. Un pensiero va anche alle Piccole Missionarie del Vangelo, le religiose di Gesù Maria, suor Isa, un’amica spagnola che dopo il terremoto aveva fondato un centro per le protesi e che è stata uccisa tre anni fa. Molti fondi probabilmente sono spariti, è una cosa che si sa ma non si dice più nulla riguardo alle cifre. In compenso la situazione negli anni è andata degenerando perché c’è confusione e questo è estremamente pericoloso, c’è un’aggressività nascosta, una situazione di degrado enorme, la gente nelle campagne soffre la fame. L’ultimo rapporto sulla situazione alimentare nel mondo, Haiti è al 111.mo posto su 117 Paesi. Questa fame, la mancanza di mezzi e di farmaci spinge soprattutto i giovani ad andare nella capitale, dove non c’è sufficiente lavoro e per questo entrano nelle gang. Si sta perdendo il senso dell’umanità."

Dall'aiuto all'aiuto reciproco: il pensiero da Haiti!

Nonostante Haiti continui ad essere uno dei Paesi più poveri e instabili del mondo, in questo momento di emergenza sanitaria il pensiero è rivolto a noi europei, in particolare a noi italiani che stiamo lottando contro questo virus sconosciuto.

Chi ci scrive è Maurizio Barcaro, responsabile dei progetti di Sostegno a Distanza ad Haiti, che ci riporta il pensiero della popolazione haitiana.

"Carissimi tutti,

non ho parole o commenti o altro da fare su quello che sta succedendo in Italia. Volevo solo mandare i miei saluti e quelli di tutti gli amici che sempre sostenete qui in Haiti: bambini, anziani, malati, affamati, senza casa e i più poveri fra i poveri veramente.

I bambini ovviamente, salvo quelli più grandi del liceo, seguono senza capire bene cosa stia succedendo ma i tanti lavoratori, professori, direttori, anziani, mamme e papà di bambini che sono nelle nostre scuole mi chiedono informazioni, si fanno domande, ne parlano anche fra di loro, mi dicono parole di conforto per voi e per riassumere quello che dicono: "Non abbiamo nulla da mandare come aiuti ma preghiere, preoccupazione e pensieri positivi possono fare molto lo stesso". Insomma è un modo per cercare di essere solidali.

La zona di Milano e Lombardia è una delle più colpite ma ormai sta prendendo piede in tutta italia. Seguo sui media e telegiornali italiani (su internet) quello che succede giorno dopo giorno e ho spesso il magone e un senso di incredulità...tutto sta passando così velocemente, è un momento difficile per l'Italia e credo che tutti gli italiani saranno toccati in un modo o un altro da questa tragedia, spero solo che non sarà troppo dura per voi e vostre rispettive famiglie.

 Un caro saluto, tante preghiere sincere e a presto.

Maurizio"

 

haiti 3.1

 

Siamo tutti sulla stessa barca

 

“Ci siamo resi conto di trovarci sulla stessa barca, tutti fragili e disorientati, ma allo stesso tempo importanti e necessari, tutti chiamati a remare insieme. Su questa barca ci siamo tutti.”

 

La preoccupazione e il dolore per quanto sta succedendo in Italia sono grandissimi, ma le parole di Papa Francesco ci spingono a guardare anche oltre i nostri confini, a Paesi dove mancano i servizi essenziali. Paesi dove il virus potrebbe avere effetti devastanti se non vengono messe in atto subito misure di prevenzione che possano limitarne la diffusione.

 

Come Fondazione Pro.Sa stiamo accompagnando molti missionari e organizzazioni locali in questo impegno non facile. In molti Paesi del Sud del Mondo i numeri dei contagi sono ancora contenuti ma ciò che sta succedendo in Europa e Stati Uniti, ha convinto molti Governi di Africa, Asia ed America Latina a chiudere le scuole e ad imporre la quarantena in casa….anche a chi una casa non ce l’ha.

 

In Pakistan sosteniamo la produzione di mascherine nella Parrocchia di Faisalabad perché possano essere distribuite alla popolazione più povera durante i campi medici organizzati, in diversi villaggi, per l’attività di pronto soccorso e per le campagne di prevenzione, come quelle del lavaggio delle mani.

Al St. Camillus Mission Hospital di Karungu, in Kenya, le donne che lavorano in lavanderia stanno cucendo mascherine per il personale e per i malati.

In Togo, al Villaggio della Gioia, aiutiamo per l’acquisto di cloro, candeggina per la pulizia e gel disinfettante per il lavaggio delle mani. Qui i bambini con sr. Elisabetta, e le educatrici, stanno seguendo laboratori per la realizzazione di mascherine.

In India, siamo al fianco dei Camilliani che, nei centri socio sanitari stanno accogliendo i malati e i senza tetto e hanno creato catene di distribuzione nei villaggi più poveri di pacchetti che contengono cibo per la sopravvivenza come riso e legumi e mascherine.

Ad Haiti il Covid 19 si sovrappone ai mille gravi problemi quotidiani e stiamo ancora capendo e valutando come poter essere d’aiuto ad una popolazione che da sempre fatica a sopravvivere. 

 

I bisogni sono innumerevoli…

A voi amici e sostenitori dei nostri progetti chiediamo di remare con noi…aiutandoci a rispondere a questa emergenza.

 

GRAZIE!!!

 

 

 

Fondazione Pro.Sa ONLUS

 

IBAN: IT68J 02008 01600 000102346939

 

Causale: "Emergenza COVID 19 nel Mondo"

 

 

0a0228ed-ac18-4a07-af47-8cfe4448ec25

 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
f7a457ef-a73b-4a45-9594-2018c45a86ed
 
 
pakistan mascherine