L'intervento della Camillian Task Force India in Kerala

Lo stato del Kerala, nel mese di agosto, è stato colpito da piogge torrenziali che hanno provocato esondazioni di fiumi, di dighe e una serie di frane. Questo disastro senza precedenti ha causato danni molto gravi, tanto da esser considerata la peggiore alluvione del secolo. I dati ufficiali presentati dal primo ministro del Kerala il 30 agosto sono i seguenti: 55 milioni di persone colpite dall'alluvione, 483 morti, 1.450.707 persone ospitate nei 3.879 campi di soccorso aperti dal governo dello Stato.


La diocesi di Mananthavady, i religiosi Camilliani e la Camillian Task Force India (CTF) hanno prestato immediatamente soccorso.
Il 15 agosto 2018 è stato dato il "via libera" all'installazione di cliniche mobili, con lo scopo di raggiungere oltre 7.600 persone. Gruppi di volontari, religiosi camilliani e medici hanno prestato soccorso alla popolazione, garantendo cure mediche e medicinali.
Nonostante il termine della missione fosse fissato al 22 di agosto, i camilliani della diocesi di Mananthavady hanno accettato di continuare le attività nei campi medici e la distribuzione di prodotti alimentari, vestiti, materiali per la pulizia e materiali di studio nelle zone colpite del distretto di Wayanad.

 

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Haiti: nuova emergenza terremoto

Sabato sera, intorno alle 20.12 ora locale la terra è tornata a tremare ad Haiti. Il sisma di magnitudo 5.9 con epicentro nel canale della Tortuga a circa 20 km dalla costa nord di Haiti, di fronte alla città di Port-de-Paix, è stato avvertito fino alla capitale. La Protezione Civile Haitiana è subito entrata in azione, così come molte ONG presenti sull'isola, per cercare di comprendere l'entità dei danni.

Dopo la confusione della notte, già dalle prime luci dell'alba sono state diffuse le prime cifre, si parla di 12 vittime, 188 feriti e centinaia di case crollate o rese inagibili. Le zone più colpite sono state le città di Port-de-Paix, Gros-Morne, Chansolme e l'isola della Tortuga. Chiese, scuole, auditorium ed ospedali sono stati duramente colpiti rendendo ancora più complesse le azioni di primo soccorso e l'ospedalizzazione dei feriti.

Va evidenziato che Port-de-Paix non è collegato a nessun'altra città da strade asfaltate, ma per raggiungere la capitale sono necessarie ben 6 ore di auto, di cui 4 su sterrato reso semi impraticabile dalle forti piogge dei giorni scorsi.

Nelle prime ore si è diffusa anche l'allerta tsunami, che per fortuna è stata smentita prontamente dalle autorità invitando la popolazione alla calma e diffondendo avvisi sul buon comportamento da tenere in caso di nuove scosse di assestamento.

Maddalena, missionaria italiana che da 15 anni si dedica alla cura dei bambini disabili nel dipartimento del Nord-Ouest nel centro Aksyon Gasmy (centro beneficiario del progetto "Accogliere per reinserire" cofinanziato dalla Cooperazione Italiana di cui Fondazione Pro.sa è  capofila, in partnership con CISV, FADV e Progetto Mondo Mlal), ha fatto il punto della situazione:

                                       Le case che prima erano povere ora sono inabitabili inclinate e pronte a crollare. Questa gente lotta ogni giorno per vivere ma questi eventi li costringono a piombare sempre più al limite della linea di s 2

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                                      Le case che prima erano povere ora sono inabitabili inclinate e pronte a crollare. Questa gente lotta ogni giorno per vivere ma questi eventi li costringono a piombare sempre più al limite della linea di s 3

Nel pomeriggio di domenica altre due scosse di assestamento hanno fatto tremare Haiti, di magnitudo 4.2 e 3.4, ed hanno causato la morte di due bambini, rimasti schiacciati dal crollo di un muro.

Dopo una giornata di sopralluoghi passata tra la gente più povera delle montagne del Nord-Ovest Maddalena lancia un ultimo appello:

                                      Le case che prima erano povere ora sono inabitabili inclinate e pronte a crollare. Questa gente lotta ogni giorno per vivere ma questi eventi li costringono a piombare sempre più al limite della linea di s 4

                                      Danni-causati-dal-terremoto-Haiti

E' ufficialmente partito il progetto "Stop the violence"

A gennaio 2018 abbiamo avuto la fortuna di conoscere Elena, una ragazza di Milano che, da due anni, in un centro comboniano, lavora con i minori che vivono nello slum di Kanyama alla periferia di Lusaka, capitale dello Zambia. 

Elena ci ha raccontato che in questo insediamento sovrappopolato, il fenomeno dello sfruttamento e degli abusi nei confronti delle donne e ragazze, anche minorenni, specialmente se orfane, è particolarmente grave: lo slum di Kanyama è quello dove più diffuso è il fenomeno della violenza domestica e di genere e, allo stesso tempo, è più carente la presenza di organismi, pubblici o privati, che possano garantire un aiuto. 

Fondazione Pro.sa ha deciso di sostenere l'intervento che Elena ha studiato e programmato con il progetto "Stop the violence", il quale consente di intercettare le vittime e di aprire uno sportello che offra loro servizi infermieristici, consulenza legale e riabilitazione psicologica.

Si tratta di un intervento culturale cruciale per eliminare stereotipi di genere alla base del fenomeno della violenza e per far prevalere la cultura del rispetto tra uomini e donne.

 

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Al via "Conciencia y Dignidad"

Il 3 marzo 2018 è partito il progetto "Conciencia y dignidad" nel centro Hogar San Camilo di Lima. Attraverso la creazione di laboratori gratuiti, di incontri con attivisti e con esperti, il progetto si occupa, da un lato, di prevenzione della violenza, in particolare degli adolescenti, e dall'altro della terapia psicologica e della riabilitazione emotiva delle vittime.


Attraverso consulenze legali (condotte da avvocati specializzati in questioni familiari e penali), il progetto garantisce anche assistenza alle donne e alle madri vittime di violenza di genere che già partecipano a iniziative di sostegno del centro, come "Camilos Vida" e "Vida Feliz". Il fondo messo a disposizione da Fondazione Pro.sa coprirà anche i costi dei processi per le donne che non hanno sufficienti possibilità economiche.


Questa iniziativa segue il suggerimento di Papa Francesco, che durante il suo viaggio in Perù del gennaio scorso ha sottolineato l'impossibilità di considerare "normali" gli abusi verso le donne dovuti a una cultura maschilista che non ne accetta il ruolo di protagonista nelle comunità. Da anni l'Hogar San Camilo di Lima con i programmi che porta avanti a sostegno delle donne sieropositive e dei loro bambini, viene a conoscenza di numerosissimi casi di violenza di genere e da oggi cerca anche di affrontarli.


                                                     

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