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Camilos Vida

Paese: Perù
Localizzazione: Lima
Beneficiari: madri sieropositive e i loro bambini

Natura del progetto

Assistenza sociosanitaria

Il progetto

Il centro Hogar San Camilo è nato nel 1996 per iniziativa dei Religiosi Camilliani per assistere e accogliere le persone sieropositive di Lima e dintorni.
Con il tempo si sono sviluppati progetti e programmi per rispondere alle differenti esigenze delle persone sieropositive, basandosi sempre sul principio di centralità della persona.


Nel 1997, al suo interno, è stato sviluppato il programma Camilos Vida, con l'obiettivo di garantire alle madri sieropositive e ai loro bambini assistenza e salute, anche attraverso la prevenzione in fase di allattamento, con l'utilizzo di latte artificiale dopo i primi 6 mesi di vita. L'Hogar attraverso vari seminari e attività, aiuta le madri a prendersi cura dei figli nel modo migliore e tra le figure che le accompagnano in questo percorso vi sono psicologi, medici, ostetriche e assistenti sociali. Il centro, inoltre, organizza attività motorie e momenti creativi che favoriscono lo sviluppo fisico, cognitivo e sociale dei bambini. Vengono organizzati anche seminari che coinvolgono i genitori, per definire sulle misure più adatte da prendere per migliorare la qualità della vita familiare.


Inoltre, per far fronte al fenomeno della violenza di genere, il 3 marzo 2018 è partito il progetto "Conciencia y dignidad", che coinvolge le madri del programma Camilos Vida. Attraverso la creazione di laboratori gratuiti, di incontri con attivisti e con esperti, il progetto si occupa, da un lato, di prevenzione della violenza, in particolare tra gli adolescenti, e dall'altro della terapia psicologica e della riabilitazione emotiva delle vittime. Delle 42 madri di Camilos Vida, 41 hanno ammesso di essere state vittime di violenza fisica, psicologica e/o sessuale, e di queste il 90% denuncia la violenza domestica. Nel 2017 lo staff del centro ha elaborato uno studio sulle donne coinvolte nei diversi programmi che ha messo in evidenza una triste realtà: le bambine, testimoni delle violenze dei padri sulle madri, crescono pensando che la violenza sia una cosa "normale" e abituale, così che da adulte si ritroveranno a vivere le stesse situazioni. Attraverso consulenze legali (condotte da avvocati specializzati in questioni familiari e penali), "Conciencia y dignidad" garantisce assistenza alle donne e alle madri e copre i costi dei processi in tribunale per coloro che dispongono di scarse risorse economiche.

Il contesto

Attualmente il Perù sta attraversando una fase di buona crescita economica, ma i vantaggi dell'arricchimento del paese difficilmente arrivano alle fasce più povere della popolazione. Nonostante il Paese sia considerato ad "Alto Sviluppo Umano" molte persone, ancora oggi, non hanno la corrente elettrica e non possono accedere a servizi igienici adeguati.
In questa situazione di vulnerabilità, le condizioni delle persone che vivono con HIV-AIDS rimangono sempre gravi. Molti sono i casi di mancanza di un'adeguata assistenza negli ospedali e i casi di discriminazione nei posti di lavoro e nelle scuole. I primi casi di HIV-AIDS in Perù sono stati registrati nel 1983 e da quel momento c'è stata una forte crescita della pandemia. Di maggior preoccupazione è, inoltre, la certezza che i dati reali si distanziano molto dalle stime del Ministero della Salute. Gli studi del Ministero della Salute rivelano che tra la totalità delle donne in gravidanza lo 0,3% è portatrice del virus dell'HIV. Ogni anno 600 bambini sono a rischio di essere nuovi portatori del virus dell'HIV. L'Hogar San Camilo da più di 20 anni si occupa delle persone sieropositive di Lima, offrendo loro accoglienza, assistenza medica, alimentazione e educazione.


Nell'ultimo periodo è emerso un ulteriore problema, molto significativo in Perù: la violenza di genere. Più di 382 donne sono state vittime di "femminicidi" o tentato "femminicidio" nel 2016, secondo le statistiche ufficiali del Ministero. I tribunali in Perù hanno, però, condannato solo 54 persone per "femminicidio" tra gennaio 2015 e marzo 2016. Si tratta del fenomeno del "machismo", che nei paesi dell' America Latina, in Perù in particolare, conduce a persistenti fenomeni di violenza di genere. 
I bambini cresciuti in ambienti in cui il fenomeno è presente, finiscono per imitare i genitori una volta adulti. Le ragazze, fin da piccole sono trattate in modo più severo e sono spesso considerate inferiori poichè donne, il che le porta a nutrire negli anni un senso di colpa e un sentimento di inadeguatezza ingiustificata e socialmente crudele. 

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